Velodromo Maspes-Vigorelli

Milano (MI)

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Velodromo Maspes-Vigorelli

Milano (MI)

I lavori affidati all’impresa Faggion Antonio srl hanno riguardato il primo lotto di interventi previsti per il recupero funzionale dello storico Velodromo Maspes-Vigorelli di Milano. L’impianto sportivo venne costruito nel 1935, dall’idea dell’allora industriale e assessore Giuseppe Vigorelli. Il velodromo divenne fin da subito teatro di sfide memorabili, record mondiali, campionati, e sede d’arrivo di importanti corse su strada, il Giro d’Italia, il Giro di Lombardia e il Trofeo Baracchi. Fu anche sede di importanti concerti, tra i quali da ricordare il concerto dei Beatles che il 24 giugno 1965 tennero la loro unica esibizione italiana.

Negli ultimi decenni però l’impianto conobbe una fase di declino e abbandono che portò alla totale chiusura del Velodromo nel 2001. Nel 2013 l’impianto del Vigorelli, viene dichiarato bene di interesse storico e artistico da parte della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia. Da qui la volontà da parte dell’amministrazione comunale di Milano, in collaborazione con la società CityLife Spa, di procedere al recupero dello storico impianto sportivo.

Il primo lotto di lavori, affidati alla ditta Faggion Antonio srl, ha riguardato la manutenzione ordinaria e straordinaria della pista in legno e della copertura in acciaio. Viste le ridotte tempistiche a disposizione per l’esecuzione dei lavori, circa 4 mesi, il cantiere è stato suddiviso in settori, al fine di poter operare in simultanea sia con le attività eseguite in copertura sia con quelle eseguite sulla pista in legno.

Per quanto riguarda la copertura, realizzata negli anni ’90 a seguito del crollo della precedente copertura causata dall’importante nevicata del 1985, sono stati realizzati lavori di manutenzione dell’intera superficie in acciaio, costituita da struttura portante e intradosso della copertura, per un totale di circa 20.000 mq. Si è quindi proceduti alla sabbiatura dell’intera superficie, alla successiva protezione mediante applicazione di primer e quindi la verniciatura finale mediante applicazione di finitura poliuretanica di colorazione scelta da DL e Soprintendenza. Tutto il ciclo sopra descritto è stato realizzato per settori, previa accurata compartimentazione e protezione, al fine di ridurre la rumorosità e la fuoriuscita di polveri, trovandoci ad operare in pieno ambiente metropolitano.

Per quanto riguarda invece la pista in legno, la prima fase è stata quella di eseguire una pulizia della superficie del piano di scorrimento della pista, mediante levigatura per quanto riguarda i rettilinei e mediante sabbiatura per quanto riguarda le curve, che presentano un’inclinazione di circa 45°, quindi con notevoli difficoltà di operare da parte delle maestranze. Un volta ripulita la superficie dallo sporco e dalla patina depositata negli anni, è stato possibile verificare lo stato di conservazione del piano di scorrimento della pista, realizzato in listelli di legno di abete di dimensioni circa 5 x 5 cm, inchiodati alle sottostanti capriate lignee. Si è quindi proceduto con la demolizione delle zone di pista ritenute non più recuperabili, perché marcite o degradate dopo circa 20 anni di mancata manutenzione e abbandono. Una volta messa a nudo la struttura, si è passati alla verifica di tutti gli elementi strutturali che compongono le capriate di sostegno, andando a sostituire, integrare e rafforzare gli elementi degradati. Si è passati alla richiusura del piano della pista, mediante fornitura e posa di nuovi listelli di abete, proveniente dalla Val di Fiemme in Trentino Alto Adige, ovvero della stessa natura e provenienza di quelli che costituivano la pista originaria precedente. Infine si è passati alle lavorazioni di lamatura, trattamento superficiale del piano e ri-tracciatura della segnaletica secondo quanto stabilito dal regolamento del CONI e delle federazioni ciclistiche intervenute per l’omologazione finale dell’impianto. Durante le fasi di manutenzione della pista sono stati eseguiti alcuni test e collaudi da parte di corridori professionisti del passato e del presente, esperti delle gare ciclistiche su pista, al fine di poter ottimizzare e perfezionare eventuali anomalie riscontrate.

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la realizzazione